a

Il Centro storico di Colonnella, dominato dalla Chiesa e dalla Torre civica dell'orologio, è caratterizzato da numerose piazzette e strette vie, dette in dialetto "rue".
Il paese nel corso degli anni ha cambiato fisionomia con la demolizione, nel centro storico, di alcune case fatiscenti e pericolanti. Tra i palazzi più antichi ricordiamo i palazzi Volpi, Marzi, Pardi e Grilli.
Importante è anche il Palazzo Municipale.Esso sorge nel sito della soppressa Prepositura.
Il progetto venne approntato dall'Ing. Cocchia nel 1841 e la costruzione, per un importo di 1.000 ducati, iniziò in breve tempo. 1 lavori durarono però molti anni e nel 1863 vennero stanziate 4.250 per completarli.
Sulla facciata dei Palazzo Municipale è ancor oggi visibile la lapide a Giordano Bruno, apposta nel 1914.
All'inizio di questo secolo è stato poi aggiunto un elemento molto importante all'architettura dei paese: la lunga e caratteristica scalinata. Essa consente di raggiungere direttamente Piazza del popolo ed è diventata l'emblema dei paese.
La parte superiore della scala che unisce la Piazza con via Indipendenza venne realizzta nel 1923 su progetto dell'Ing. Lino De Cecco, il lato sud fino all'inizio di via Roma venne costruito negli anni 1932 e 1933.


Una foto del centro storico in cui riconosciamo la Torre dell'Orologio e il Palazzo Volpi

LA CHIESA DEI SANTI CIPRIANO E GIUSTINA

La Chiesa si affaccia su Piazza del Popolo ed è visibile, con il suo alto campanile, da qualsiasi direzione si acceda al paese.
E' stata costruita nel periodo che va dal 1795 al 1815, ad opera dell'Architetto Pietro Maggi e dei figlio Giacinto, che completò l'opera dopo la morte del padre.
La Chiesa è realizzata in laterizio ed è caratterizzata nella facciata dalle possenti paraste che sostengono una robusta trabeazione. Sopra il portone principale si apre un finestrone con leggera cornice.
Il campanile è composto, nella parte centrale, da paraste binate e da aperture ad arco a tutto sesto. Sulla sua sommit… si erge una piccola cupola ottagonale sorrnontata da una croce.
All'interno la Chiesa mostra più evidenti gli interventi di restauro effettuati nel corso del 1995: il pavimento è nuovo, sono stati restaurati gli altari e tutte le decorazioni che ornano la parte superiore delle pareti.
Entro apposite nicchie, sono conservate sul lato destro le statue di San Biagio , della Madonna del Suffragio e di San Antonio mentre sul lato sinistro quelle di San Vincenzo Ferreri, San Giuseppe e di San Michele Arcangelo.
Dietro l'altare, costruito nel 1946, è posto un antico coro ligneo, restaurato di recente, sormontato da una grande tela che rappresenta i Santi Cipriano e Giustina.
Nella chiesa si conserva un prezioso ORGANO, di notevole valore artistico e storico, realizzato nel 1833 da Quirino Gennari di Lanciano figlio Gaetano. L'organo è stato poi restaurato da Felice e Carlo Burroni di Osimo.
Lo strumento è racchiuso in una cassa di risonanza ad unico scomparto. Il prospetto è composto da 27 canne in stagno disposte a cuspide con ali laterali ascendenti, bocche allineate, labbro superiore poco accentuato. Il piede è molto alto. La consolle è a finestra con tastiera cromatica di 56 note e pedaliera dritta, cromatica, di 18 note.
Rilevante anche la statua lignea della Madonna del Suffragio conservata in un'apposita nicchia che sormonta un altare laterale, posto lungo la parete destra della Chiesa.
La pregevole statua lignea scolpita, dorata e dipinta raffigura la Madonna con il Bambino e costituisce senz'altro un momento di presenza artistica napoletana a Colonnella.
Non si hanno notizie certe, ma si può ipotizzare che la statua sia stata realizzata alla fine del '700 secondo stilemi già collaudati, con forti accentuazioni policrome rawisabili nelle dorature dipinte, che di fatto creano una profonda suggestione visiva fino a perseguire una vera e propria funzione "abbagliante" secondo il dettato controriformistico.
Alla Madonna dei Suffragio si rivolgono i credenti, con preghiere e buone azioni, affinchè interceda presso Dio a favore delle anime dei Purgatorio.
La statua, dentro un trono dorato, nella seconda domenica di luglio, viene trasportata lungo le vie del paese sulle spalle dei devoti che si alternano nel duro compito, in occasione della tradizionale festa.


Piazza del Popolo e la Chiesa dei Santi Cipriano e Giustina

LA TORRE DELL'OROLOGIO

Non si conosce con certezza la data di costruzione della torre dell'orologio, che insieme alla Chie'sa e la sua torre caratterizza il profilo di Colonnella.
Si hanno invece notizie certe sul periodo in cui sono stati realizzati gli orologi che hanno funzionato all'interno della torre. Nel 1837 venne commissionata dall'Amministrazione comunale la costruzione di un nuovo orologio, a seguire i lavori furono delegati Filippo Volpi e Giovanni Marzi.
Nel 1868 fu risolto un annoso problema, quello dei suono debole delle campane che scandivano le ore dei giorno. Approfittando che in quell'anno furono rifuse le campane del campanile della Chiesa, si decise di rifondere anche le due dell'orologio e con l'aggiunta di 160 libbre (53 kg circa) di nuovo metallo si costruì una nuova campana grande e dal suono pi— forte. Come seconda campana fu utilizzata quella della chiesa di San Leopardo che non ne aveva più bisogno in quanto quest'ultima chiesa, ubicata in Largo Palazzo, era stata demolita nel 1867.
Una nuova apparecchiatura per l'orologio della torre civica venne acquistata nel 1875.
La torre è stata restaurata nel 1964 e nel 1970 dopo quasi un secolo di funzionamento, e numerose riparazioni, si decise di sostituire la macchina dell'orologio che funzionava a peso con una macchina elettrica.
L'antica macchina è comunque conservata ancora nel vano alto della torre.


L'interno della Chiesa dei Santi Cipriano e Giustina, dopo il restauro realizzato nel 1995

IL MONUMENTO Al CADUTI

Il monumento ai caduti è posto al centro di piazza Garibaldi. La struttura principale venne progettato dall'Ing. Emidio Fiore di Teramo, mentre il gruppo bronzeo che lo sovrasta venne ideato dallo scultore Antonio Mazzotta. L'opera venne inaugurata l'8 dicembre 1936 dal Maresciallo Pietro Badoglio.
I monumento vennero apposte le tre lapidi che si trovavano in piazza del Popolo nei pressi della nicchia che dà su via dello Statuto. Su queste lapidi sono riportati i nomi dei caduti colonnellesi nella I guerra mondiale. In anni recenti è stata apposta una nuova lapide che ricorda i caduti colonnellesi nella Il guerra mondiale.


La Torre dell'Orologio vista da Via della Libertà

LA FONTE VECCHIA

Dai tratti architettonici e da alcune parti delle murature esistenti, è da supporre che l'origine della "Fonte vecchia", situata in contrada Giardino, sia da ricondursi al periodo romano. Taleipotesi viene avvalorata in quanto nell'area circostante, in passato, affioravano resti di un insediamento di epoca romana.
La fonte è stata ristrutturata più volte in epoche diverse, con utilizzo di materiali a seconda delle epoche di intervento ed è dotata di un lungo cunicolo sorgivo che si inoltra nel cuore della collina per circa venti metri.
L'ultimo intervento di restauro è stato effettuato nel 1987 e sono stati inseriti nuovi elementi architettonici a miglioramento di tutto il complesso che ancora oggi viene utilizzato come lavatoio pubblico e come grande riserva idrica per tutto il paese.


Il Monumento ai Caduti posto al centro di Piazza Garibaldi, in una cartolina degli anni '60.

FONTE OTTONE

E' situata in contrada San Martino, lungo l'omonimo fosso. Anche questa fonte è di origine antichissima, sempre da ricondursi all'epoca romana. Infatti conserva ancora oggi l'antica toponomastica dedicata ad Ottone, imperatore romano d'oriente del periodo bizantino.
Anche in questo sito, nell'area limitrofa alla fonte, affiorano segni di un insediamento di epoca romana con resti di muratura in pozzolana.
Purtroppo la fonte oggi non è più visibile in quanto ricoperta da una florida vegetazione. Bisognerebbe quindi, che venga riportata alla luce per uno studio e per un migliore utilizzo della sorgente.

LE CISTERNE DI EPOCA ROMANA

LA CISTERNA CINCOLA'
La cisterna si trova sul colle Pianaccio in contrada San Martino.
Affiora per 1,70 metri dal terreno. E' larga metri 5,90 e lunga metri 6,50. Due fori circolari sul piano superiore, del diametro di 80 cm, permettono di accedere all'interno, che è diviso in due vani rettangolari.
La volta è a botte. La cisterna è conservata in ottimo stato e fino ad alcuni anni fa veniva utilizzata per accumulo di acqua per uso irriguo.

LA CISTERNA RICCI
La cisterna si trova in contrada Vibrata, nei pressi di villa Ricci, poco distante dalla statale 259. E' completamente interrata. Un irregolare foro sulla parte est permette l'accesso nel vano (metri 4 per 3).
Su tutta l'area circostante affiorano frammenti in ceramica ed embrici di vario tipo.
Sulla copertura, fino a qualche anno fa, era possibile osservare resti di pavimentazione con mattoncini posti a spina pesce (opus spicatum). La cisterna è posizionata in maniera tale da raccogliere acqua piovana.
Il suo stato di conservazione è ottimo.


La cisterna romana detta "Cincolà" posta sul colle del Pianaccio

LE CASE DI TERRA

Il patrimonio di case di terra che Colonnella possiede è indubbiamente pregevole. Nel territorio comunale è oggi possibile rintracciarne circa 20.Alcune di queste sono conservate in modo dignitoso ed in un paio di casi sono ancora utilizzate come abitazione.
Certo questo patrimonio deve essere protetto, ma con l'attenzione oggi viva per l'ambiente e per la conservazione dei propri beni culturali, questo è possibile.
A questo materiale oggi si torna a guardare: il passato può insegnare qualcosa e queste case di terra ci parlano dell'abilità dell'uomo, del suo volersi costruire una dimora il più confortevole possibile con materiali facilmente reperibili, ci parlano della solidarietà per cui ci si aiutava nella costruzione e ci parlano, con i vari locali e la loro disposizione, dei modo di vita dei passato.

Una casa di terra che si incontra in contrada Giardino lungo la strada della Fonte Vecchia
Le case di terra vengono chiamate "pencire".
Con questo termine si indicano a Colonnella casecostruite in terra cruda.
Per la loro costruzione si seguiva il seguente procedimento. Si scavavano le fondamenta che venivano riempite con la terra impastata con paglia, con la "cama" e con un po' d'acqua per renderla più morbida. Si aspettava poi che questa divenisse consistente man mano che si asciugava e si preparava l'impasto, formato da terra, argilla, paglia e sassolini, per innalzare i muri esterni e i divisori. Il tutto veniva energicamente lavorato con acqua. Infine si formavano dei blocchi ai quali si dava parvenza di regolarit… tagliandoli con una tagliafieno.
Il lavoro andava avanti con una certa lentezza: il muro non veniva innalzato subito tutto insieme, per evitare crolli dovuti ai blocchi nel complesso ancora non ben consistenti, ma si procedeva di circa mezzo metro di altezza per volta in modo che, dopo che era diventata solida la parte costruita, si poteva procedere con nuovi blocchi e così via.

La casa di terra di "lu piattare" posta all'ingresso del paese per chi arriva da San Giovanni
Man mano che si costruiva si prevedevano porte e finestre, queste molto piccole. Arrivati al tetto, si utilizzavano travi, "murale", canne per coprire le case e tegole al di sopra di tutto.
La "pencire" era generalmente ad un solo piano, formata da una camera da letto, una cucina, molto spesso anche da uno "stallitte". Se sopravveniva la necessità di un'altra stanza, si aggiungeva una nuova costruzione, ecco perchè si possono vedere "pencire" che si estendono in lunghezza. Poteva avere il forno in una parete esterna, in modo da poter panificare autonomamente.
(Giulia Mastrangelo Latini da "Colonnella frammenti")